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Un modello di cellula animale

(di Mattia M. – classe prima)         

La nostra professoressa di scienze ci aveva chiesto di portare a scuola una confezione di Das.
Io e la mia classe ci immaginavamo a che cosa potesse servire il  Das  e, visto che era una delle prime lezioni non avevamo neanche un punto di partenza perché non sapevamo il nuovo argomento.
Ecco, era giunto il momento..
Dopo le quattro ore di lezione che precedevano scienze entrò la professoressa Saccomani.
Era la prima lezione pratica.
Dovevamo costruire un modello di cellula animale  con il Das, ovviamente ingrandita!
La prima cosa che prese forma fu il citoplasma: noi lo facemmo piano ma nella realtà è “tondeggiante”. E’ composto da acqua, Sali minerali e sostanze organiche.
Poi venne il momento della membrana cellulare. La professoressa ci fece fare un serpentino e dopo ce lo fece attaccare attorno al citoplasma.
La membrana è come una dogana che controlla chi entra e chi esce, in più è come una barriera.
 
Ci stavamo divertendo!
Dopo avremmo dovuto costruire il nucleo: l’abbiamo rappresentato come il citoplasma ma più piccolo.
Il nucleo è separato dal resto della cellula dalla membrana nucleare. Al suo interno ci sono i cromosomi formati da DNA che determinano tutte le caratteristiche dell’individuo.
All’interno del citoplasma, pian piano, prese forma il reticolo endoplasmatico, simile ad un serpentello che striscia: serve a trasportare da un punto all’altro della cellula delle sostanze.
I ribosomi sono organelli di forma sferica che servono a costruire le proteine. Io ne feci esattamente dieci!
A crearci molti problemi è stato dar forma all’apparato del Golgi perché molto difficile da costruire a causa della forma a fisarmonica con cui abbiamo deciso di rappresentarlo.
Serve come magazzino di passaggio dove vengono rilasciate sostanze che devono o andare nel citoplasma o all’esterno della cellula.
Ecco il fagiolo, cioè il mitocondrio, che serve come centrale di energia: avviene, infatti, al suo interno, la respirazione cellulare.
Poi venne il momento dei vacuoli: noi li abbiamo creati piani ma in realtà sono vesciche con funzione di deposito di acqua e di sostanze in essa disciolte.
Come ultimo organulo trasformammo un semplice pezzo di Das in un modello di lisosoma, organulo che demolisce le sostanze di rifiuto.
Suonò la campanella.
 Avremmo continuato la cellula la settimana seguente.
La professoressa, questa volta, ci chiese di portare dei pennelli. Arrivò la tanto attesa lezione.
Adesso vi descrivo la legenda dei colori che usammo per la cellula:
membrana cellulare blu, citoplasma giallo, nucleo verde, reticolo endoplasmatico rosso, ribosomi rosa, apparato del Golgi arancione, lisosomi in nero, mitocondri in bianco e vacuoli in viola.
 La lezione successiva la professoressa ci fece dipingere la cellula con uno strato di vernice trasparente che gli avrebbe dato un aspetto lucido.
Il prossimo lavoro sarebbe stato sulla cellula vegetale.
Spero di parlare a nome di tutta la mia classe: ci siamo divertiti!
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Un modello di polmone

(di Francesca V., Matteo Q., Fabio V.– classe terza)         

Materiali
Un  palloncino  abbastanza piccolo, un palloncino grande , una cannuccia (oppure un qualsiasi tubicino di plastica)  , una bottiglia di plastica trasparente da 1,5l con tappo, spago o elastici, plastilina, forbici.
 
Cosa fare
  • Taglia circa a metà altezza la bottiglia, eliminando il fondo;
  • Con le forbici (o con  un chiodo) fora il tappo della bottiglia;
  • Aiutandoti con degli elastici o con lo spago, fissa il palloncino piccolo alla cannuccia:

  • Infila quindi l’altra estremità della cannuccia nel foro praticato nel tappo;
  • Con la plastilina chiudi bene eventuali spazi tra il foro e la cannuccia;
  • Chiudi il fondo della bottiglia tagliata il palloncino grande, dopo avergli tagliato la parte superiore, fissandolo con un elastico, se necessario;

 

 
Conclusioni
Tirando verso il basso il palloncino grande sul fondo della bottiglia (che rappresenta il diaframma) li palloncino piccolo all’interno (che rappresenta i polmoni) si gonfia perché la bottiglia (che rappresenta la gabbia toracica) si allarga, lasciando posto all’aria. Viceversa spingendo verso la bottiglia il palloncino sul fondo, il palloncino all’interno si sgonfiano.Analogamente quando inspiriamo il diaframma si abbassa, per permettere ai polmoni di allargarsi; il contrario accade
quando espiriamo
 
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Scopriamo le piante del parco della nostra scuola

(di Elisa S. , Licia M. – classe seconda)         

La professoressa Benciolini ci ha consegnato 2 fotocopie: una con i nomi scientifici delle piante e la loro classificazione e una con i caratteri morfologici discriminatori la quale dice che ci sono diversi modi di differenziare una foglia.

  •  Abbiamo scelto delle giornate di sole per poter iniziare la classificazione delle piante del parco.
  • Ogni volta che facciamo scienze andiamo nel parco e classifichiamo una foglia.
  • Prendiamo più di una foglia della stessa pianta per poter arricchire il calco.
  • Come prima cosa, dopo aver preso le foglie, facciamo un dibattito per capire come è fatta e poterla così classificare nel modo più corretto possibile sempre guardando nella fotocopia dei caratteri morfologici discriminatori .
  • Dopo esserci chiariti, cerchiamo il suo corrispondente nome di foglia nella fotocopia dei nomi scientifici.
  • Torniamo in classe dove mettiamo la foglia tra due pagine, con la nervatura verso l’ alto, e facciamo il calco.
  •   Possiamo scegliere se fare il lavoro su un foglio o direttamente nel quaderno.
  • Nel foglio ci deve essere: la foglia ricalcata, il nome scientifico, il nome comune, la lamina, la foglia, il margine, la simmetria e la nervatura.

Il lavoro, se non finito, lo finiamo a casa.

Dopo aver finito di esaminare le foglie delle piante del parco la professoressa ritira i nostri calchi per   vedere come abbiamo lavorato al progetto.

                                                                           
 
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